Come edera

Casa è dove tiri un sospiro di sollievo dopo aver chiuso la porta dietro di te.
Casa è dove ti senti in pace con te stesso.
Casa è il rifugio dei tuoi pensieri. 
Casa è il tuo mondo racchiuso in quattro mura.
Casa è la leggerezza e la freschezza di un pomeriggio d’estate in cui i raggi del sole penetrano dalle fessure di una porta o di una finestra riflettendosi sulle tende che svolazzano al vento mentre, distesa sul letto, socchiudi gli occhi e ti abbandoni a quella piacevole sensazione visiva ed epidermica, sorridendo.
Casa è l’odore del bucato, delle lenzuola fresche e dei fumi profumati della cucina, anche se non è la tua.
Casa per me sono tutti i posti in cui vado e dove la mia pancia si distende, le mie pupille si dilatano e il mio cuore si riempie. 
Casa è dove mi sveglio non sapendo dove sono e mi rassereno quando realizzo di trovarmi nel posto in cui mi trovo.
Casa è dove ci sono le donne della mia infanzia, ma è anche questa di Varanasi con le tende rosse e i soffitti verdi dove ho passato pomeriggi sonnacchiosi a volare sull’altalena.
Casa è il profumo del mare in Croazia e quello delle piante di osmanthus in Cina.
Casa è dove lasci pezzi di cuore.
Casa sono tutti posti del mondo dove mi sento a casa. 
E non è vero che non ho radici. 
Sono come una pianta rampicante, una di quelle infestanti. 
Come edera, le mie radici sono ben piantate nel terreno. E come per l’edera, il bisogno di abbarbicarmi, di esplorare altri muri, di raggiungere nuovi spazi, di coprire altre superfici, di andare, è per me vitale.

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