Nostalgia

“Vorrei sempre essere altrove, dove non sono, nel luogo dal quale sono or ora fuggito. Solo nel tragitto tra il luogo che ho appena lasciato e quello dove sto andando io sono felice”.
Thomas Bernhard

 

Nostalgia:
parola composta dal greco νόστος, “ritorno”, e άλγος, “dolore”; “dolore del ritorno”, è uno stato psicologico o sentimento di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere.
Può talvolta evolvere in manifestazioni di carattere patologico.

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Mi sveglio ogni mattina con la nostalgia di qualcosa.

Da sempre, da quando ho memoria di me.

Nostalgia di un posto, di una situazione, di una sensazione, di una musica, di una persona, di una storia, di un sapore, di un odore.

Nostalgie che scandiscono la mia vita nelle quali mi crogiolo confortata dai ricordi come carezze, perché la nostalgia non è mancanza, è presenza.

“È presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti”, dice Erri De Luca.

Ma a volte mi capita di avere nostalgia anche delle cose che non ho ancora vissuto, dei posti dove non sono ancora stata.

Perché la malinconia è dolce e seducente come un profumo ed io lascio che pervada ogni mio pensiero.

Questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto i raggi del sole riflettersi sulle pareti disegnando strisce di luce diagonali.

Mi sono alzata e ho spalancato la finestra.

L’aria calda mi ha soffiato sul viso l’odore di ricordi tropicali, di passeggiate tra le stradine di posti tutti da scoprire, l’eccitazione che regalano le cose sconosciute premonitrici di meraviglie.

Così oggi vorrei essere come in questa foto. Indossare vestiti svolazzanti, intrecciare i capelli ancora bagnati e perdermi tra il dedalo di viuzze di un punto qualsiasi del sud est asiatico.

Libera e leggera come una farfalla.

(Foto scattata a Bangkok, Thailandia)

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