Pensieri di un martedì mattina

Sono cresciuta ascoltando storie.

Animali che parlano, donne che ce la fanno, potenti che vengono sconfitti perché rappresentano il male e deboli che vincono sui forti.

Sono cresciuta in un harem di donne senza uomini.

Una madre con una sorella con un marito all’estero, un padre con la “sindrome di Peter Pan” e quindi non molto presente sulla Terra, una nonna senza marito perché morto troppo giovane, una nonna sarta in un universo di altre donne, due cugine e io, fino a 10 anni, figlia unica.

Sono cresciuta in un mondo semplice, fatto di piccole cose e di grandi valori.

Un mondo fatto di donne e quindi colmo di racconti, di complicità, di confidenze e confessioni, di magia, di segreti, di codici misteriosi, succulento per me, bambina curiosa e fantasiosa.

Sono cresciuta in un mondo di odori, quello caratteristico della pelle di queste mie donne e quello della cucina.

La menta selvatica e i peperoni arrosto d’estate, i legumi alla pignatta, pane e focacce d’inverno. Tutto per me ha un suo profumo, anche i ricordi.

Storie di casa nostra e di altre case, pettegolezzi, risate e ammiccamenti di donne con gli occhi liquidi e il rossetto rosso, tristezze e gioie, pianti d’amore e di dolore, grembiuli neri contenenti qualsiasi cosa e foulard in testa, collant sensuali e luccicanti alla luce del fuoco del braciere intorno al quale ci sedevamo come intorno a un falò rituale.

Il primo dente che cade, la prima mestruazione, il primo cuore che batte, la prima delusione, venivano consacrati da queste mie donne.

Sono cresciuta in un mondo intriso di racconti di viaggi delle donne, i cui uomini partivano per terre lontane e sconosciute, un mondo odoroso di caffè, che per noi bambine veniva diluito con l’acqua e che ci faceva sentire così importanti, parte di quella confraternita tutta al femminile, quasi a suggellare la nostra alleanza.

Quando mi chiedono cosa mi manchi dell’Italia, è a questo che penso.

Non è una vera mancanza, ma una dolce nostalgia, perché queste donne sono dentro di me.

Sono me.

E ogni volta che ci penso e sento i loro odori, mi sento protetta dalla nostra forza.

Per voi, Mamma, Zia Angela, Nonna Lucia, Nonna Concettina, Anna ed Elisabetta, donne bellissime della mia vita.

Io e mia madre

 

(disegno di Claudia Tremblay)

2 commenti

  1. Belle e condivisibili queste emozioni!grazie per averci permesso di farne parte!
    Teresa

    1. Si chiama come me. 🙂 Grazie mille, Teresa! Un abbraccio

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