Sri Lanka, pensieri di un viaggio

Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”.

 

Tutte le volte è davvero così.

Prima di partire non prenoto mai alberghi, non programmo percorsi e giornate, ma leggo libri le cui storie appartengono ai posti che visiterò, per spiarne in anticipo l’odore.

Quando arriva il viaggio vero e proprio, tutto ciò che avevo sognato e immaginato prende forma, si cristallizza negli occhi, nella bocca, nelle orecchie e nel cuore.

Poi si ritorna a casa con un bagaglio più pesante pieno di scampoli di storie, ritagli di sensazioni, frammenti di umanità e manciate di bellezza da mettere in ordine nei cassetti della mente.

La nostalgia ricama infiniti ricordi colorati che nutrono l’anima, da tirare fuori nei momenti sbiaditi della vita.

È anche questo il bello del viaggio: regala pensieri piacevoli e lenitivi, storie e avventure divertenti da rammentare o raccontare quando l’entusiasmo perde i suoi colori sgargianti.

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Dello Sri Lanka ricorderò sempre la bellezza dei paesaggi, lo sguardo che si perde nell’infinità della Natura.

Quell’immensità che appena la guardi ti toglie per un attimo equilibrio e respiro, ma subito dopo te ne regala uno enorme, profondo che riempie i polmoni di ossigeno e meraviglia.

E viene quasi voglia di inchinarsi di fronte alla sua grandezza e ringraziarla per tutto questo.

 

(Nella foto sono in cima a Pidurangala Rock, di fronte a me Sigiriya e l’infinito).

 

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