Divagazioni di un giorno speciale

A volte i giorni speciali nascono così per caso, senza averli programmati nei dettagli e, in realtà, pur essendo niente di speciale.
Un giorno come tanti, un giorno che capita e basta, perché è sempre bello lasciare che le cose accadano senza interferire nel loro scorrere.
Ecco, ieri è stato uno di questi giorni in cui ti alzi e non sai cosa succederà.
Una bella giornata di sole, il caos tropicale che amo tanto, ho preso la bici e ho pedalato. Ed è bello perdersi, lasciarsi guidare dall’istinto, perché lui ha sempre ragione.
Così ho scovato angoli di Taipei che non immaginavo, ho respirato l’odore della mia Asia nei meandri più nascosti e mentre pedalavo, fluivano come il vento nei miei capelli le immagini della città.
E quando il mio corpo, ormai stanco dall’afa e da tutto quel pedalare, mi ha chiesto una pausa, sono andata a rifocillarlo in una delle mie librerie preferite, quella aperta anche di notte, piena di volumi belli e di storie, che vorrei succhiare come fanno gli insetti con il nettare dei fiori. Vorrei avere una spirotromba (ricordo ancora quando l’insegnante delle elementari ci parlò di questa piccola proboscide attraverso la quale gli insetti si nutrono di polline), infilarla tra le pagine dei libri o nella testa della gente e succhiarne il contenuto per ubriacarmi di immagini, di nomi, di titoli, di racconti e di parole.
Ci sono infiniti mondi in una libreria e a volte basta andarci dentro per viaggiare. Prendi un libro e tac… ti ritrovi all’improvviso in uno stretto vicolo di una città sconosciuta, oppure a spiare i tormenti di due innamorati, o ancora a camminare tra le stanze di un libro di case, proprio come quella dei tuoi sogni, sentire i profumi che esalano da un libro di cucina e poi… e poi… e poi a volte il tempo che impiego a fantasticare occupa così tanto spazio nella mia vita, che spesso non ne ho a sufficienza per fare quello che dovrei nella realtà.
E così pedalo, pedalo e sorrido alla vita che sa sempre come stupire e non annoia mai.

 

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