Occhi grandi occhi belli

Varanasi, sulle rive del Gange. Occhi grandi Occhi belli voleva vendermi a tutti i costi un’offerta di fiori e candele per il fiume sacro. Era li`che mi fissava e, piagnucolante, cercava di convincermi a comprarne una. Si spostava ad ogni mio passo e mi seguiva come la mia ombra. Ma io l’avevo già presa e l’avevo già offerta alle acque. E poi volevo che mi seguisse, che stesse ancora un po’ con me, per poterlo fotografare, per immortalare la sua bellezza e portarmela via. Lui rideva, continuava a pregarmi di prendere quel benedetto cestino e mi appiccicava addosso quello sguardo rotondo ed enorme, così profondo da annegarci dentro. Stavo per cedere, quando apro la borsa per prendere i soldi e mi ricordo di avere dei biscotti al ciccolato. Gli do quelli al posto delle monete e cio` che viene dopo e` l’apoteosi della felicita`. Credo di non aver mai visto la felicita`sul volto di un bambino espressa in maniera così pura e semplice. Gli occhi si allargano, si riempiono, si illuminano come fiamma, si arricciano come stelle, le pupille si dilatano come macchie d’olio e un sorriso bianchissimo e accecante nella notte scura gli si disegna sul viso. Dopo avermi detto il più bel “Grazie” della mia vita, scappa via con il bottino e dei soldi e delle offerte non gli interessa proprio un bel niente. 
Lo fotografo mentre si gode quella dolcezza, mostrandomi tutto il suo apprezzamento e la sua gratitudine.
D’altronde avrebbe dovuto dare i soldi a suo padre, quale goduria per lui, solo carta straccia! Ma quei deliziosi biscotti col cuore morbido di cioccolato se li ricorderà tutta la vita e, chissa`, forse si ricorderà anche di me. 
Occhi grandi occhi belli. Occhi truccati, occhi fatati.
“Un bambino è la forma più perfetta di essere umano”
Vladimir Nabokov

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