Viaggiare è ritornare

Passeggiando per le stradine di Pushkar, in India, osservando l’immensa ricchezza della diversità che mi circonda e stupendomi per ogni cosa. 
È la meraviglia della scoperta il senso di tutto, i segreti che mi porto a casa e che traduco in parole, racconti, sensazioni, dilatando lo spazio delle storie e alimentando quello delle fantasie. 
Qualcuno disse che non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla. 
Oggi ho letto questa poesia molto bella che voglio condividere. Perché viaggiare è anche tornare. 
Per raccontarlo.
 
“Viaggiare è andar via di casa,
è lasciare gli amici
è provare a volare.
Volare imparando altri rami
percorrendo altre strade
è tentar di cambiare.
Viaggiare è travestirsi da folle
dire “non mi importa”
è voler ritornare.
Ritornare apprezzando quel poco
degustando una coppa
è di nuovo provare.
Viaggiare è sentirsi poeta,
scrivere una lettera,
è voler abbracciare.
Abbracciare arrivando a una porta,
agognando la calma,
è lasciarsi baciare.
Viaggiare è farsi mondano
conoscere altra gente
tornare a cominciare.
Viaggiare è andar via di casa,
travestirsi da folle
è dire tutto e niente con un bollo postale.
Dormire in un altro letto,
sentir che il tempo è breve,
viaggiare è ritornare”.
Gabriel García Márquez

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